Green Pass, ovvero quale equilibrio possibile tra la sicurezza collettiva e le libertà individuali?

Arriva anche in Italia il discusso Green Pass, tra proteste in piazza, divisioni sociali ed una Pandemia che non intende "finire". E nel mezzo tra le due posizioni di vaccinati e non, incombono anche Privacy e libertà. Come uscirne, allora?

Dal prossimo 6 agosto anche in Italia verrà attuato il passaporto speciale, detto Green Pass, con accesso ai luoghi al chiuso (ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatri, stadi e concerti, eventi e convegni) solo per chi:

  • è vaccinato;

  • è guarito dal Covid;

  • è vaccinato anche con vaccini diversi;

  • a chi decide di usare il tampone (che è a pagamento).

Al momento si sta addirittura discutendo se introdurre la restrizione anche ad alcuni trasporti, quali: treni, navi ed aerei. Ma il momento è molto delicato, dato che tale certificato sta sviluppando un crescente disprezzo tra le due principali fazioni di: vaccinati e non, portando ad un pericoloso punto di ritorno.


E nel mentre le istituzioni cercano di mettere in sicurezza l'intero paese tra la vaccinazione di massa ed il Green pass in arrivo, ci chiediamo se i diritti e le libertà fondamentali delle persone, verranno messe nuovamente in secondo piano a causa dello stato di eccezionalità del Sars Cov2? E se la sicurezza collettiva prende il posto alla libertà individuale, è possibile trovare un equilibrio di comunicazione tra i due nel nuovo decreto?


Nel frattempo, quello che sta succedendo nelle varie piazze in Italia negli ultimi giorni e come in altri paesi (vedi le molte contestazioni in Francia, che non sono state ben accolte dal Premier francese Macron), sono il chiaro segno di un grido potente di dissenso popolare al pericolo di una frammentazione dei diritti e libertà individuali e del rischio discriminatorio, esplicato nel:

Sono pertanto molte le questioni spinose sollevate nella suddetta fase, ormai segnata verso una nuova ineluttabile normalità, ripetuta incessantemente anche dall’opinione pubblica negli ultimi mesi.

Ma chi è veramente libero con il green pass?

"Il cittadino non tesserato sarà, paradossalmente, più libero di colui che ne è munito e a protestare e a ribellarsi dovrebbe essere proprio la massa dei tesserati, che d’ora in poi saranno censiti, sorvegliati e controllati in una misura che non ha precedenti anche nei regimi più totalitari."
- Giorgio Agamben - Filosofo

I diritti e le libertà individuali costituzionalmente garantiti fino ad oggi, appaiono ormai sospesi da quando è subentrata l’emergenza Covid. Infatti, i continui Lockdown con restrizioni di varia entità hanno limitato drasticamente le vite di tutte le persone, tanto che si parla da tempo del New Normal come nuovo modello di vita presente e probabilmente anche di quella futura. Dopo le mascherine e le distanze sociali, (che restano comunque) toccherà a breve al decreto molto discusso del Green Pass, che premierà soltanto chi si vaccina a ricevere concessioni o frammenti di libertà nei luoghi preferiti di interesse, cultura e svago.

Ma se il bene comune e la sicurezza collettiva sembrano scalzare al momento le libertà e diritti personali conquistati nella storia recente con il sangue e le lotte di protesta, (che avevano lo scopo ultimo di garantire una maggiore equità per le classi meno abbienti) ciò che appare chiaro oggi, è che con l'emergenza attuale, si pongono innumerevoli quesiti da cui è legittimo e doveroso aprire un dibattito critico, razionale e genuino.

I tema centrali di discussione, sono:

  • Verranno mai recuperate le libertà sospese a fine emergenza oppure no?

  • I non vaccinati diventeranno degli esclusi sociali?

  • I vaccinati saranno controllati più dei non vaccinati?

  • Come vengono considerati gli esonerati dai vaccini con l'ingresso del Green Pass?

La perenne strategia del Divide et impera

"Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell'odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell'anima."
- Martin Luther King - Dal celebre discorso "I have a dream"

Se è vero che la storia è capace di ripetere il copione con fatti che ripercorrono le medesime dinamiche pur se con accenti verosimilmente nuovi, ma inequivocabilmente confusi e a volte distruttivi, succede che nel 2021, viviamo un caso reale dello scontro crescente tra due categorie di persone globalmente visibili e cioè: dei vaccinati e non vaccinati. Si badi bene, che in tale dibattito critico sul tema del vaccino, non si vuole indicare la categoria dei No-Vax, proprio in ragion di chi decide di non vaccinarsi, che non sia appellato necessariamente all'etichetta riduttiva del solo negazionista o complottista, come invece i media amano di frequente generalizzare, ma bensì più in generale di coloro che:

  • nutrono dei dubbi legittimi sui vaccini ed i loro effetti collaterali;

  • mettono in relazione la propria cartella clinica delle eventuali patologie con un "siero" che non ha ancora superato tutte le fasi del percorso lungo, complesso e standardizzato del vaccino;

  • pongono in evidenza gli eventuali rischi legati alla Privacy e sulla tutela dei dati personali resi disponibili con il suddetto pass verde tramite l'utilizzo del dispositivo mobile;

  • seguono un ragionamento critico e razionale, mettendo in primo piano il ruolo di cittadino nella posizione di scelta, in rispetto e conformità alla Costituzione Italiana che richiama ai doveri e soprattutto ai diritti dell'essere umano.

Inoltre, vi è da specificare un dato alquanto interessante e da tenere nella giusta considerazione, dato che:

  • tra coloro che stanno partecipando in questi giorni alle proteste No Green Pass in molte piazze Italiane, vi sono anche moltissimi vaccinati, i quali non accettano alcunché le misure restrittive dettate dal Governo ed in arrivo il prossimo 6 agosto su tutto il territorio nazionale.

L’odio ed il disprezzo generalizzato verso chi decide di non vaccinarsi, che viene percepito come un nemico della società, un terrorista, oppure un'assassino dell’umanità, sembra essere l’unica immagine possibile, agli occhi di chi oltre ad aver scelto di vaccinarsi, per paura di perdere il posto di lavoro o per la speranza di tornare alla buona e vecchia normalità, non concepisce scelte differenti ed ugualmente opinabili e ragionate. E si badi bene, ancora una volta, che i due fronti apparentemente così lontani tra loro, non sono altro che il riflesso funesto appannato e perenne di una strategia, detta Divide et impera, che è espressione cara alla Roma antica ma anche all’impero coloniale britannico, in cui la manifestazione di controllo originata dall’autorità serviva soprattutto per:

  • Confondere la popolazione dai temi principali e scottanti;

  • Mettere in diretto scontro fazioni di persone del popolo per alimentare le divisioni e le differenze sociali e non;

  • Mantenere il controllo sul territorio e sulle persone.

Ecco che oggi come ieri, la memoria storica non ci insegna purtroppo un granché. E tale deriva, sapientemente messa in evidenza da Antonio Gramsci con la sua nota frase: "L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari", non è altro che un rimarcare dell'insolenza di coloro che ignorano le atrocità ed errori del passato, senza comprenderne nel contempo la complessità e le basi conoscitive dei fatti accaduti, per fare in modo invece di acquisire un grado di consapevolezza riguardevole del contesto abitato e della nostra stessa identità, sia individuale che collettiva.

Un esempio che vale la pena sempre sottolineare riguarda le barbarie dell’olocausto, in cui a dir il vero, molti ne rivedono i germogli di quello stesso disprezzo che era verso gli ebrei e che ritorna verso i moderni Non Vaccinati e No Green Pass, che ci fa del tutto rabbrividire.


Va da se, che nessun paragone con la storia atroce della Seconda Guerra mondiale vuole alimentare un ulteriore distacco tra Vaccinati e Non e tra Si e No Green Pass, ma appare ormai lampante che alcune dinamiche sembrano essere già innescate, visto il complesso quadro globale attuale della pandemia e della contagiosa variante Delta, e del coincidente aumento del disagio sociale di milioni di persone nel mondo che hanno perso già tutto e che non hanno più nulla da perdere. Semmai, all'orizzonte vi per loro la sola e misera prospettiva di un futuro incerto.

Essere padrone del proprio corpo

“L'utero è mio e lo gestisco io!”
Slogan femminista degli anni 70

Per evitare di dividere drammaticamente il mondo in due, le ragioni di chi decide di non vaccinarsi, andrebbero prima di tutto comprese profondamente e non giudicate o disprezzate, come sta invece avvenendo. Pertanto, vanno prese in considerazione e con responsabilità morale tutte le informazioni del siero anti Covid, che le stesse case farmaceutiche hanno indicato in via sperimentale, visto che:

  • Si tratta di una nuova tecnologia, con base mRNA;

  • Non ha superato tutte le fasi dell’iter vaccinale per essere considerato obbligatorio.

Un dato che poi non va sottovalutato riguarda il numero di dosaggio che viene somministrato sulle persone, una volta iniziata la fase della vaccinazione e cioè: mai nella storia dei vaccini, ci siamo trovati a fare molte volte ed in pochi mesi tanti richiami di vaccino, come in questo specifico caso.


Sono tutte valutazioni che vanno messe sul campo prima di intraprendere la decisione di vaccinarsi. Ma allo stesso tempo, non va dimenticato colui che invece si è vaccinato, e che andrebbe ugualmente compreso visto che:

  • La sua scelta riflette un suo dovere morale, che lo mette in relazione diretta ed indiretta con la sua comunità;

  • La salute è considerata come un bene prezioso da preservare a tutti i costi, e dove le scelte importanti sull'emergenza globale, non sono mai facili da prendere, ma devono essere comunque prese.

Gli altri elementi che inducono i "molti" ad aspettare sono inoltre:

  • Il martellante impatto mediatico all’invito di vaccinarsi;

  • La paura degli effetti collaterali da vaccino;

  • La libertà messa in bilico dalle restrizioni decise dai governi.

Le migliaia di persone che protestano nelle varie piazze italiane, usano lo slogan “sono io il padrone del mio corpo” e questo aspetto non è del tutto nuovo rispetto al passato se vogliamo. Se ripensiamo alla legge sull’aborto negli anni 70, l’uso e abuso di tale termine, ha scosso nel profondo le coscienze delle donne e degli uomini nel mondo, distribuendo un'unica voce sullo sfondo di: "L’utero è mio e decido io".

Ricalcando tale slogan, è ovvio che restare il padrone del proprio corpo, è l'ostacolo maggiore a chi utilizza la massiccia divulgazione alla vaccinazione di massa, da un lato, e una libertà inviolabile a chi la mantiene salda la propria posizione su un tema così delicato.

Se questa è vita, quale vita vale senza la libertà individuale?

“Nella storia e nella vita pare talvolta di discernere una legge feroce, che suona «a chi ha, sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto». Nel Lager, dove l’uomo è solo e la lotta per la vita si riduce al suo meccanismo primordiale, la legge iniqua è apertamente in vigore, è riconosciuta da tutti.”
- Primo Levi -

Nelle innumerevoli diatribe attuali del Green Pass e del vaccino, è ovviamente la Scienza l'assoluto protagonista dall'inizio della pandemia a risultare come il credo superiore e dogma centrale rispetto a religione e politica, capace di spostare tutte le decisioni globali economiche, politico-sociali verso un univoco principio, che riguarda la salvezza fisica del corpo attraverso l’utilizzo dei vaccini A mRNA contro il famigerato SARS-CoV-2.

A tal seguito, prende vita la dicotomia corpo-anima, che si traduce con la peggiore delle battaglie e che nessuno avrebbe mai voluto immaginare, e cioè tra la salvezza fisica ma con la quasi certezza della prigionia dell’essere umano e delle libertà e diritti individuali conquistati e adesso sospesi a causa dell'eccezionalità. L'elemento centrale dell'andamento stagionale della Pandemia, fa si che la sospensione delle libertà fondamentali, pone a nuove prospettive a lungo termine, in cui la domanda clue da porsi oggi è allora forse la seguente:

  • E' più importante il Sopravvivere (in salute?) regolamentati da misure e restrizioni dei diritti e libertà individuali o provare a Vivere liberi fino all'ultimo giorno, scegliendo eventualmente altre possibili strade? E semmai quali strade sono disponibili da percorrere?

Tale domanda che sfiora l'ambito filosofico e spirituale e che si spinge nella dicotomia libertà e sudditanza consapevole, oltre che al semplice vivere quotidiano, pone altri tre ulteriori quesiti in merito, che lasciamo ai nostri OUTSIDERS la propria riflessione e cioè:

  1. Quale è il vero senso della vita se non quella di viverla in modo pressoché libero?

  2. Un corpo sano lavora meglio se la mente opera libera da particolari costrizioni e discriminazioni sociali operanti nel quotidiano?

  3. Quale è il significato di scelta quando tale opzione viene meno a causa dell'emergenza ?

Nel pensare criticamente ai fatti che ci riguardano e alle domande che tutti si stanno facendo, l'intervento massiccio nell'uso del vaccino e dell’ultimo baluardo del Green Pass (che sarà attivo dal prossimo 6 agosto) è solo un ulteriore passo verso il forte inasprimento delle classi più disagiate e di tutti coloro che hanno ancora dei legittimi dubbi riguardo la vaccinazione in corso.

Ma se vi fosse l'introduzione dell’obbligo vaccinale, lo scenario risulterebbe ampiamente diverso, dato che:

  1. Anche le persone non ancora vaccinate si sentirebbero forse più tutelate, visto l'assunzione della responsabilità da parte delle aziende farmaceutiche e del governo stesso, in una decisione della vitale importanza, quale essa è;

  2. Si placherebbero le innumerevoli polemiche sulla sperimentazione in corso dei vaccini, attraverso un atto concreto di ufficialità e reale trasparenza nei confronti di tutti;

  3. Cadrebbero le restrizioni attuate dai certificati speciali per determinare dei nuovi liberi accessi alle persone di circolare ovunque, senza essere per forza monitorati per ogni evenienza possibile;

  4. Si stabilirebbe infine un equilibrio tra la sicurezza collettiva e la libertà individuale con un conseguente bilanciamento tra il dovere morale del singolo ed il bene della comunità. Tornare ad essere liberi di viaggiare, muoversi e vedere le persone senza le barriere invisibili della distanza e mascherina, dovrebbe essere l'unico e vero grande obiettivo da conquistare, con un obbligo vaccinale che garantisce, tutela e rispetta proprio tutti.

Non smettere mai di cercare nuove strade (da costruire)



Insieme all'eventuale introduzione dell'Obbligo vaccinale, che come abbiamo visto sopra, apre a nuove e possibili strade coraggiose, ne esistono certamente altre da poter ricercare, da costruire e ri-costruire nella situazione attuale e dei prossimi mesi a venire.


A tal proposito, vi è un lavoro dell'Università di Torino, egregiamente presentato recentemente dal Prof. Associato di Istituzioni di Diritto Pubblico Cristina Bertolino ed il cui titolo già esplicativo di "Certificato Verde Covid-19, Tra libertà ed eguaglianza", richiama proprio alla discussione del Green Pass in corso, (e che ne raccomandiamo la sua lettura) offrendo appunto una panoramica opzionale di visione strutturale sul lungo periodo alle misure non risolutive della vaccinazione di massa e Pass verde, quali:

Nel concludere questo approfondimento sul Green Pass e delle sue numerose diatribe in atto, vale la pena soffermarsi un momento sulle recenti parole forti, usate dal filosofo Massimo Cacciari in un articolo scritto a quattro mani con l'altro noto filosofo e collega pensatore Giorgio Agamben, in cui rimarca che: "Il bisogno di discriminare è antico come la società, e certamente era già presente anche nella nostra, ma il renderlo oggi legge è qualcosa che la coscienza democratica non può accettare e contro cui deve subito reagire."

Nell'affermare ciò, i due pensatori portano degnamente la discussione del Green pass ad ulteriori livelli di dibattito. E' appena uscito un testo, "A che punto siamo?" sempre di Giorgio Agamben, in cui sono racchiuse alcune delle sue interessanti riflessioni sulla grande trasformazione in corso per le Democrazie occidentali, che ne consigliamo vivamente la lettura. E a tal riguardo, infine, desideriamo umilmente sottolineare che:


"Essere liberi è sempre lo scopo più grande. Abbiamo bisogno di rileggere la storia ed entrare nelle storie drammatiche di chi ha lottato e sacrificato la propria esistenza per i valori di libertà e diritti fondamentali, per poterne recuperare almeno l'essenza di quelle parole e per ritrovare il profondo valore che la vita libera può offrire, quale dono più prezioso e disponibile gratuitamente per tutti. Vaccinati e non."

OutsiderPOST consiglia:

"A che punto siamo?", di Giorgio Agamben, Luglio 2021.


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