Covid, non ci resta che il Lockdown?

Come per il Natale, anche la Pasqua degli Italiani è stata segnata dal Lockdown (eccetto per quelli scappati alle Canarie) Ma guardare oltre il Confinamento obbligato è possibile. Ecco qualche suggerimento utile...


Da oltre un anno dall’inizio della famigerata pandemia del Covid19, l’Italia vive il suo ennesimo Lockdown, (o zona rossa) con il motto di: "Pasqua con i tuoi".

La nostra vita è ormai cambiata (se non stravolta) dalle tante restrizioni su spostamenti, mascherine e distanza sociale. Nel ritrovarci nuovamente blindati a casa, la sensazione che assale è quella del tempo che non passa, eclissato ad un anno fa, appunto. Se poi ci soffermiamo a riflettere alle occasioni di vita che abbiamo perso perché sospese dal Covid, l’amarezza incombe nell’animo. E il primo pensiero va ovviamente a tutti quei bambini e giovani che hanno perso un anno di scuola, (sostituendo la maestra o Prof. con il Computer) e soprattutto alla loro fanciullezza rimandata a chissà quale data futura.


Durante questo lungo anno e nel bel mezzo della pandemia è ovviamente successo di tutto:

  • tantissime persone hanno perso il lavoro o si trovano in cassa integrazione;

  • a causa delle varie restrizioni, le libertà fondamentali sono rimaste "sospese a casa";

  • ci sono stati milioni di morti di Covid nel mondo, mentre l’economie sono quasi al collasso ed ogni forma di cultura è stata dimenticata in un angolo.

E se pensiamo a come eravamo solo un anno fa circa, sembra impossibile immaginare che tutto questo sia realmente successo, ma forse ancora peggio è che ci stiamo dimenticando di come eravamo prima del Covid. C'è da chiedersi dunque, se non ci rimane altro che il Lockdown?

I Lockdown nel mondo



In una pandemia che muta forma come le varianti a cui è legata (vedi la variante Inglese, considerata al momento la più contagiosa) il ruolo del Lockdown, anche nel 2021, è ovviamente centrale; la prerogativa di ’’istituire una chiusura totale per salvare le vite”, diviene la costante della medesima gestione pandemica, ma che non porta spesso ai risultati sperati. Sono infatti moltissimi i paesi nel mondo che hanno adoperato tale "misura di contenimento". Vediamo il trend di alcuni paesi:


  • Argentina: dal 19 Marzo al 2 Novembre (è il Lockdown più lungo al mondo).

  • Germania: ha iniziato con un 1° Lockdown dal 23 Marzo al 10 Maggio; nella 2° ondata, il Lockdown è durato dal 02 Novembre al 30 Novembre; la 3° ondata e conseguente Lockdown è dal 01 dicembre al 16 aprile. E sembra ancora lontana la fase di rallentamento dal Lockdown.

  • Spagna: 1° ondata e LK (dal 14 Marzo al 9 Maggio); 2° ondata (dal 25 ottobre 2020 al 9 maggio 2021). In Spagna è in vigore al momento un nuovo “stato d’allarme”, in cui sono attivi molteplici Lockdown localizzati e restrizioni della mobilità nelle regioni spagnole, anche nelle ore notturne. Per il periodo pasquale (dal 26 Marzo al 9 Aprile) si vieta ogni movimento da una Regione all’altra. Coprifuoco, durante la fascia oraria 22-6.

  • Francia: 1° ondata e LK (dal 17 Marzo al 11 Maggio); 2° ondata e LK (dal 30 ottobre al 14 Dicembre); 3° Lockdown (dal 3 Aprile al 3 Maggio) con le scuole che rimarranno chiuse fino al 26 Aprile e con il coprifuoco dalle 19. La decisione di Macron nel ritardare la chiusura totale, sta creando non poche polemiche interne al paese.

  • Italia: tra il 1°Lockdown (dal 9 Marzo al 18 Maggio) ed il 2° (dal 21 Dicembre al 15 Gennaio) l'Italia ha visto un allentamento delle misure di contenimento solo dal 4 Maggio al 14 Giugno. Dal 6 Novembre, con l'utilizzo di zone di colore a rischio, l'Italia viene così suddivisa in scenari di rischio e per tutta la durata fino ad oggi; per la Pasqua, è stata istituita una zona rossa "nazionale". Coprifuoco dalle 22 alle 5.

  • Regno Unito: nella prima ondata, il Lockdown è stata scaglionato tra le regioni, con una prima ed ultima data (dal 23 Marzo al 29 Giugno); la seconda ondata ha seguito lo stesso iter (dal 16 Ottobre al 12 dicembre ); il terzo Lockdown è iniziato da Gennaio 2021 fino a Pasqua (Aprile); ci sono dei lievi rallentamenti, ma in alcune zone restano ancora chiuse le attività e persiste il divieto agli spostamenti.

  • Stati Uniti: anche se si tratta del paese più colpito al mondo, per numeri assoluti, con mezzo milione di decessi e 30 milioni di contagi, ogni stato ha deciso di intervenire sulle regole restrittive autonomamente, a secondo degli aggiornamenti sui numeri del contagio. Come infatti riportato nella mappa sul Covid19 dal "USA Today", è evidente come le restrizioni variano da stato a stato, da contea a contea e persino di città in città. Chiaro è, che il trend della situazione statunitense, come per gli altri paesi, rispecchia l'evoluzione giornaliera dei numeri Covid19.


A parità dei rapporti di cui sopra, vi sono invece alcuni paesi che non hanno mai avviato la misura del contenimento e che meritano una speciale menzione, quali:

  • Svezia, Svizzera, Giappone, Bielorussia, Indonesia, Taiwan, Malawi, Nicaragua e Corea del Sud.

Per tutti gli altri stati, invece, che vedono aumentare il Covid e che non riescono a debellarlo, l'unico modus operandi per scongiurare un peggioramento dei contagi, (oltre alla distanza sociale, mascherina e lavarsi spesso le mani), resta sempre quello del Lockdown, come unica via d’uscita (per salvarci la cosiddetta "pelle").


Ma dove stiamo andando con tutte queste misure così severe? Schiere di psicologi e psichiatri, sono già da tempo allarmati sulle ripercussioni che l’isolamento per lunghi periodi può sfociare e con conseguenze negative, sia per il benessere mentale, che quello fisico. Ma va da se che le regole vanno senza altro seguite, anche se è doveroso chiedersi: a quale prezzo un virus e la sicurezza stanno cambiando e privando (se non peggiorando) le vite delle persone? E la risposta temo che già la conosciamo bene.

Restare a casa da soli non è sempre facile



Quando ci si trova a casa per ragioni "eccezionali" come il Lockdown, lo stato d’animo predominante è certamente quello dell’incertezza sul futuro. Se poi, si è perso il lavoro o si è in cassa integrazione e si vive questa esperienza da soli, senza condividerla con il partner, i familiari o amici, sia le preoccupazioni che ansie, si amplificano e rendono la situazione ingestibile.

Ma è proprio in tale momento che bisogna reagire. Il primo passo è cercare delle attività per tenersi occupati in casa; poi, quando ci siamo occupati di noi stessi e della casa in cui abitiamo, può essere d'aiuto una bella chiacchierata al telefono con chi ci conosce e ci vuole bene, che è la migliore terapia di sblocco da eventuali peggioramenti delle emozioni.


Come sottolineano i dottori, i pensieri che ci scorrono davanti quotidianamente, sono centinaia se non migliaia, e quando ci troviamo soli con noi stessi, è importante interagire e confrontarsi con gli altri, perché non dimentichiamo che l’uomo è comunque un animale sociale, che impara ed evolve quando si confronta col mondo.

Un esempio può essere quello di gestire al meglio la nostra giornata, (magari con l’ausilio di un agenda), in cui organizziamo il nostro tempo all'interno dello spazio casalingo; renderlo divertente, (magari con una caccia al tesoro) può divenire una sfida davvero elettrizzante.

Quando lo spazio della casa non è confortevole



Quando si ritorna da una giornata di lavoro, spesso si esclama con enfasi “Casa dolce casa”. Ma non è sempre così. Infatti, non tutti posseggono una casa agevole, ben arredata e spaziosa. Anzi, la realtà è che oggi diminuiscono gli spazi ed aumentano gli affitti e lo spazio interno può rivelarsi angusto e poco vivibile, rivelandone solo aspetti negativi.


Ma il Lockdown può divenire occasione per lavorare sul proprio spazio interno (inteso come mura domestiche). Si inizia ad operare con dei micro cambiamenti, (es, tipo spostare il divano, pulire la cucina, riordinare l’armadio) che ci aiuteranno gradualmente ad apprezzare le cose piccole e semplici della vita quotidiana. Essere poi curiosi e cercare nuovi stili, sia nell’arredamento che altro, (senza spendere soldi, magari navigando solo su internet) è un modo di progredire e che ci apre a nuovi stimoli; approfittiamo quindi del tempo a nostra disposizione per inventare nuove abitudini che ci cambieranno la nostra vita ogni giorno, per esempio:

  • come l’idea di scrivere un libro, scrivere una canzone o dipingere;

  • oppure dedicarsi a 3 piccole buone azioni, che daranno colore alle nostre grigie giornate di Lockdown ed un maggior senso alla nostra esistenza.

Quando la compagnia non aiuta a superare il momento



Il Lockdown è innanzitutto un opportunità di approfondimento e miglioramento di noi stessi ed insieme agli altri, se lo desideriamo. Ma poi succede che lo stato di ansia, diffidenza e preoccupazione, prendono il sopravvento sulla voglia di comunicare e di comprendere l’altro, fino ad arrivare al disprezzo e al distacco emotivo. Nelle relazioni più intense, cioè quelle familiari, il danno può essere immenso se non si interviene subito con il buon senso, dato che la convivenza obbligata e la differenza di caratteri, può innestare situazioni di alta tensione. Si deve intervenire come anticipato, il più tempestivamente possibile, considerando i propri spazi e quelli dell’altro, lasciando che ognuno si possa muovere in piena libertà nella stessa casa. Ma anche in questo caso, servono delle micro regole da seguire, in pieno accordo; come:

  • decidere insieme: orari di pulizia della casa, delle spese in comune ed orari di condivisione degli spazi;

  • comunicare all'altro: in piena tranquillità che ogni tanto abbiamo bisogno di restare in solitudine per ricaricarci (se siamo onesti, l'altro apprezzerà la nostra sincerità e magari farà lo stesso).

Il significato della Pasqua nel 2021


Vale la pena soffermarsi un momento sul significato che il Natale e la Pasqua assumono in tempi di Covid. Che cosa rappresentano oggi tali festività? La buona notizia è che per i moltissimi credenti, il messaggio di fede resta pressoché immutato, dato che: oltre alla natività, alla passione e morte di Cristo, si riconosce nel sofferto sacrificio di Gesù sulla croce, il simbolo centrale e potente della Pasqua, come azione salvifica, che ha come scopo quello di purificare dall'espiazione del peccato tutti i suoi fedeli.


Ma, dato che a causa dell'emergenza dal Coronavirus, tutte le liturgie pasquali (del Venerdì santo, della veglia, della Pasqua e della Pasquetta) sono state celebrate senza fedeli se non addirittura cancellate, ci chiediamo se il luogo sacro della Chiesa permane ancora come il principale spazio della preghiera oppure no.

Se i tempi stanno cambiando, è necessario chiedersi se la sacralità del suddetto luogo e del suo rituale religioso si debbano adeguare inequivocabilmente all'ordine superiore del virus, in ragion della Securitas Publica Sanitas. Visto che per l'emergenza, sono state disposte delle nuove regole straordinarie sia per la Pasqua che per il Natale, le festività cristiane assumono un valore più sfumato ed individuale, in cui l'intima relazione con Dio avviene esclusivamente nel cuore del fedele, escludendo però ogni tipo di celebrazione condivisa insieme al gruppo religioso.

E a tutti quei fedeli che hanno perso la fede o che la stanno cercando per la prima volta, ci chiediamo se coloro che non possono recarsi all'interno della Chiesa quale rifugio per il loro spirito, se esiste un'alternativa che possa essere offerta a loro. Se la pseudo normalità del Lockdown, pone dei limiti anche alla salvezza dello spirito attraverso l'assenza di un luogo per poterlo contemplare, la questione è dunque legata alla dualità del significato corpo-anima, in cui oggi il primo prevale nettamente sul secondo.

5 strategie efficaci per reagire al Confinamento


È arrivato il momento di guardare avanti, oltre l'apatia e l'incertezza che ci vuole travolgere come se fosse uno Tzunami. Procediamo in avanti, dunque. Che non vuol dire ignorare la situazione, ma semplicemente focalizzare l’attenzione verso altro. Dato che il confinamento forzato, porta via energie fisiche e psicofisiche notevoli, abbiamo bisogno di reindirizzare tali energie in azioni piacevoli e costruttive.

È arrivato il tempo di sfidare noi stessi in piccole “Daily Mission”, che ci renderanno sicuramente più forti, equilibrati e soprattutto più sereni. La cosa buffa è che tutti stiamo vivendo questo momento, pertanto possiamo condividere la nostra trasformazione con chi amiamo (e non soltanto sui Social).

A tal proposito, vi è un piccolo manuale davvero curioso che ci allontana dal mostro del divano e dalla noia del confinamento in casa; con un titolo già di per se esplicativo, “100 cose da fare durante il Lockdown” di Maurice Calo, si presenta come una lettura pratica, veloce, divertente e di vera ispirazione, da poter svolgere tra le mure domestiche, e che serve per far scoprire l'artista che vive in ognuno di noi, o per trascorrere piacevoli momenti in compagnia.

Ecco i nostri 5 consigli per reagire positivamente alla terza ondata, al Lockdown e al Coprifuoco:

  • Alleggerire lo spazio esterno: con la primavera il nostro ambiente domestico, piccolo che sia, riflette il nostro mondo interiore. Pertanto fare pulizia fuori, aiuta ad alleggerire sia l'armadio che l'umore.

  • Curare lo spazio interno: che vuol dire prendersi cura del proprio corpo, senza cadere nell'ossessione. Dedicarsi a se stessi con un massaggio, un bagno caldo, o una maschera sono tutti toccasana dello spirito; perché ricordiamoci che il corpo è la macchina che ci accompagna nel viaggio di tutta la nostra vita.

  • Migliorare lo spazio condiviso: nel coinvolgere l'altro in azioni comuni per migliorare lo stesso ambiente domestico, si rafforza il rapporto con gli altri e la fiducia reciproca, valore indispensabile di questi tempi.

  • Scollegarsi da Internet: la paura di non essere connesso, può portare all'ossessione per alcuni. Ma se invece imparassimo a spegnere tutto almeno un ora al giorno, alla lunga la nostra salute psicofisica ringrazierà.

  • Collegarsi alla natura: se non si può uscire, possiamo recarci in balcone o alla finestra e chiudere gli occhi, accogliendo i raggi del sole sul nostro viso ed immaginando di visitare posti lontani ed esotici, respirando a pieni polmoni.


Se arrendersi all’evidenza è l’unica soluzione

“Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza". (San Francesco)

Aspettare che tutto passi affinché il vaccino sia pronto e che tutti vengono vaccinati, è allora l’unica cosa che possiamo fare, in questa delicata fase?

Potremo rispondere con un semplice NI. Nel senso che, in teoria è decisamente l’unica via a cui possiamo affidarci (oltre a seguire le regole sul distanziamento). Ma nella pratica, possiamo cambiare il nostro vecchio orientamento riguardo la vicenda Covid, con un atteggiamento più propositivo, scegliendo per esempio la resilienza attiva anziché quella passiva.

Come ricordava San Francesco: "ci vuole coraggio per cambiare le cose che si possono cambiare e serenità d'animo per accettare quelle che non possono mutare"; potremo aggiungere che nel cercare di fare ciò, non serve certo una preparazione specifica, se non alcuni accorgimenti determinati dal buon senso, come:

  1. Non sovraccaricare la mente con troppe informazioni giornaliere sul Covid, sul vaccino e simili ed allontanarsi saltuariamente dai vari Devices (Smartphone, ect.)

  2. Resilienza attiva o meglio fronteggiare la situazione del confinamento a casa con accettazione attiva; cioè mettersi in discussione e allo stesso tempo accettare chi siamo;

  3. Allentare la presa, lasciando andar via tutti i pensieri fissi "sul Lockdown" e sull'ipotetico tempo perso in casa; aiuteranno l'ausilio di una musica Zen o di letture motivanti, che svelano un lieto fine.

Nel rispondere al quesito iniziale "Non ci resta che il Lockdown? E' ovvio che dipende da noi adoperare delle strategie efficaci per affrontare con maggior serenità e riconoscere nel Contenimento a casa, una reale opportunità che sia a favore del nostro benessere fisico e psicologico, e divenendo così Resilienti al cambiamento.


OutsiderPOST consiglia:

100 cose da fare durante il Lockdown” di Maurice Calo, 2020


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