Unconventional Books: cosa leggere questo Natale 2020

Ecco le10 migliori letture "alternative" che non ti aspetti per questo fine 2020. Tutte da leggere d'un fiato.



Il 2020 è stato certamente un anno difficile per tutti a causa del Covid19. Con un Natale ormai vicino, scegliere di regalare un libro non è mai un gesto ovvio, dato che dona al destinatario la possibilità di esplorare un mondo alternativo al proprio, con l'immaginazione.

Di questi tempi, poi, in cui sembra valere solo la tecnologia da tastiera, la magia di un libro, può essere l'arma migliore per smuovere le coscienze a ricercare se stessi.


OUTSIDER POST ha creato quindi una selezione speciale di 10 libri cosiddetti "non convenzionali", che non sono in ordine di classifica; ci sono fiabe non ordinarie, thriller inaspettati e storie di amori stralunati, in cui tutte riservano un messaggio sullo sfondo e cioè quello di: far pensare, sognare, piangere e ridere. Emozionarsi, insomma. Perché leggere è una esperienza di vita dentro gli occhi di un altro. E' una magia che si ripete ogni volta che si leggono le prime righe di una nuova fantastica avventura. E che non può e non deve essere interrotta. Mai.

E allora buona lettura...



#1“The courage to be dislike, di Ichiro Kishima e Fumatoga Koga (solo in versione Inglese)


Il coraggio di essere felici implica anche il coraggio di essere disapprovati. Quando conquisti quel coraggio, le tue relazioni interpersonali si alleggeriscono all'istante”.

Questo piccolo libro ma prezioso, racconta la storia di un giovane insoddisfatto che decide di interrogare per cinque notti un maestro filosofo, il quale gli dimostra che la vita è più facile di quel che sembra.


Perché ci piace: il cuore del dialogo socratico tra filosofo e giovane ruota intorno al coraggio, che è presente in ognuno di noi ed è capace di renderci liberi nel cambiare e di non piacere forzatamente a tutti.



#2 “The Outsiders, di William N. Thorndike Jr.


Assumete le persone migliori che potete e lasciatele in pace".

L’autore racconta 8 storie di CEO anticonformisti ed Outsiders nel mondo del business, che hanno poi raggiunto il grande successo come: The Washington Post Company, Ralston Purina ed altri.


Perché ci piace: vengono messe in luce le caratteristiche comuni tra le aziende prese in esame, per dimostrare che un modello alternativo, che valorizza le persone piuttosto che il capitale o dell’azione rispetto alle vendite, può risultare vincente e di ispirazione per i leader di domani.



#3 “Le mie fiabe africane, di Nelson Mandela (Italian Edition)


Quella che ho raccontato è la mia storia, dolce o amara che vi sia sembrata, qualcosa portatela con voi e qualcosa lasciate che torni da me.”

Il premio Nobel per la pace, raccoglie in una antologia, le fiabe più significative ed antiche legate alla sua bellissima terra di origine e cioè l’Africa. Sono tutte favole con una morale profonda, che fa riflettere.


Perché ci piace: Mandela ci accompagna in un viaggio meraviglioso testimoniando l’importanza di come tradizione e folclore, siano insegnamenti validi da divulgare anche alle future generazioni, con storie di uomini, animali, principi e principesse ma anche di alberi magici, luna e stelle. Si tratta di favole diverse, dove una maestosa madre natura accoglie ed insegna il valore dell’umanità. Esemplare.




#4 “Io odio internet. Un Romanzo utile, di Jarrett Kobek


Internet era un’invenzione meravigliosa. Era una rete informatica che gli esseri umani usavano per ricordare ai loro simili che erano degli schifosi pezzi di merda, progettata con il solo scopo di massimizzare la quantità di cazzate che la gente digita sui propri computer e telefoni. Maggiore è l’Inter connettività, maggiori sono i profitti”.

In una San Francisco trasformata dal potere di Silicon Valley, una semi famosa fumettista, diventa bersaglio degli haters dopo che decide di scrivere cose impopolari su internet. La questione del potere dell’io digitale e del rapporto con gli altri al di là della tecnologia, è certamente il cuore del romanzo.


Perché ci piace: l’autore indaga in modo crudo sull’importanza che il proprio smartphone possiede rispetto alle relazioni con le persone. E soprattutto, analizza il lato negativo di internet, del rapporto uomo-macchina, della privacy e sicurezza, e dell’ossessione per internet e di come uscirne.



#5 “La gente felice legge e beve caffè, di Agnes-Martin Lugand


Eccomi di nuovo al punto di partenza. Niente era cambiato: la fretta dei parigini, il traffico infernale, la frenesia dei commercianti. Mi ero scordata di quanto fossero imbronciati i miei concittadini”.

Un gravissimo lutto familiare, indurisce così tanto il cuore della protagonista, che la sua vita si trova costantemente in un limbo di ricordi e frustrazione, mentre l’unica consolazione deriva dal suo amico Felix. Poi un viaggio in Irlanda, rivelerà nuove inaspettate opportunità, di un destino non ancora scritto.


Perché ci piace: è una storia profonda, tra dolore, rabbia ma anche accettazione e di rivalsa rispetto alla vita, quando la speranza sembra ormai lontana. Tante lezioni in unico libro, che risulta toccante, ironico e controcorrente.



#6 “Le passeggiate del sognatore solitario, di Jean Jacques Rousseau (Edizione Italiana)


Talvolta i miei sogni finiscono con una meditazione; più spesso però sono le mie meditazioni a finire in un trasognamento".

Considerata come l’opera più innovativa del filosofo, scrittore e musicista ginevrino, le passeggiate si considerano un vero viaggio interiore dell’autore, in cui il suo divagare della mente e del sognare, sono raccolti in ricordi e meditazioni, riportate poi in scrittura.


Perché ci piace: Rousseau si rivolge all’azione della passeggiata in solitaria come un metodo curativo efficace per la mente e lo spirito. Inoltre, approfondisce uno studio sulla natura, cercando di creare un dialogo con essa. Il suo approccio sperimentale trova il suo apice con il senso del sogno attraverso l’uso della passeggiata, in cui viaggiare con il pensiero senza spostarsi è il vero potere dell’uomo.





#7 “The Eye of Darkness” o "Abisso”, di Dean Koontz


"Wuhan-400 è un arma perfetta. Affligge sono gli esseri umani. Nessuno altro essere vivente può prenderlo. E come la sifilide, esso non può sopravvivere al di fuori di un corpo umano più a lungo di un minuto, ciò vuol dire che non può contaminare permanentemente oggetti o interi spazi il modo in cui l’antrace o altri microorganismi virulenti possono. E quando l’ospite muore, esso muore con lui poco dopo, prima che la temperatura scenda al di sotto di 65 gradi fahrenheit. Vedete il vantaggio di tutto questo?".

Si tratta di un Thriller uscito nel 1981, con titolo differente nell’edizione italiana, che ha milioni di copie nel mondo e che sta tornando in auge per alcune curiosità e coincidenze del virus descritto nel romanzo, che sembrano riflettere l’odierna pandemia del 2020. La trama riguarda una donna che crede di aver perso il figlio in un incidente nel campeggio estivo da lei mandato, ma arrivano messaggi strani che le dicono che è ancora vivo e viene usato come cavia per un esperimento di uno scienziato cinese, detto “Progetto Pandora”.


Perché ci piace: considerato come libro profetico, a causa dell’associazione al Covid19, piace soprattutto perché è il classico thriller horror con un ritmo davvero incalzante, tra avventura, misteri da scoprire ed aspetti soprannaturali e con un finale inatteso che non delude certo il lettore.



#8 “Un giorno questo dolore ti sarà utile, di Peter Cameron


“Il problema principale era che non mi piace la gente, e in particolare non mi piacciono i miei coetanei. Non sono uno psicopatico (anche se non credo che gli psicopatici si definiscono tali), è solo che non mi diverto a stare con gli altri. Le persone, almeno per quel che ho visto fino adesso, non dicono granché di interessante. Parlano delle loro vite e le loro vite non sono interessanti. Quindi mi secco. Secondo me, bisognerebbe parlare solo se si ha da dire qualcosa di interessante o di necessario”.

Il diciottenne James Sveck, a differenza dei suoi coetanei, ripudia ogni forma di consumismo, tecnologie digitali, preferendo investire il suo tempo con la nonna ed il suo cagnetto nero, con due sogni nel cassetto: continuare a leggere libri e lavorare con il legno per tutta la sua vita. Ma i suoi genitori ricchi e distanti, vogliono per lui un futuro di successo e così lo indirizzano verso una life coach per aiutarlo a capire se stesso e la mancanza di affetto mai ricevuta.


Perché ci piace: come nel romanzo del giovane Holden, il protagonista è un vero outsider, in quanto possiede una spiccata sensibilità ed una intelligenza vivace, ma preferisce la solitudine alle compagnie effimere. Inoltre, in una New York che ricorda molto i film di Woody Allen, è uno di quei romanzi in cui il lettore si immerge nel mondo del protagonista, soffrendo con lui nel suo percorso educativo. È un storia malinconica, ma anche ironica e profonda, per tutti coloro che non si omologano al mondo attuale e che cercano risposte all’interno e non all’esterno.



#9 “L’amore secondo Nula, di Giuseppe Pederali


Gli uomini sono gli unici animali evoluti a non avere la coda. Se l’avessero, sarebbero buoni come gli altri animali

Il romanzo narra la storia di una cagnetta di razza jack Russell terrier, di nome Nula, che vive felice con i suoi amici umani, in attesa dei suoi cuccioli. Ma la storia cambia tono proprio quando Nula partorisce cuccioli non di razza, sconvolgendo la pace apparente della famiglia perfetta n cui vive. Le peripezie si susseguono, dato che i cuccioli vengono allontanati e Nula con la piccola di casa, Lula, parte alla loro ricerca.


Perché ci piace: è un libro intenso e piacevole, consigliato sia per gli amanti degli animali e per chi cerca una prospettiva diversa della vita, vista dalla parte di un cane che osserva e cerca di comprendere la complessità del mondo umano. Ricco di colpi di scena e tematiche sociali, come il rapporto difficile tra genitori e figli, il libro è soprattutto centrato sul significato dell’amore universale e sulla filosofia canina che ha di sicuro molto da insegnare a quella cosiddetta “umana”.



#10 “La ragazza che amava Audrey Hepburn, di Rebecca Perle


La verità è che non conosco, almeno non del tutto, la ragione per cui ho scelto di includerla nella mia lista degli invitata. Se non per il fatto che i suoi film significano molto per me: mi legano a Tobias, ma anche a mio padre. Oltre all’orologio da taschino, una delle poche cose sue che possedevo era una vecchia raccolta di film: Sciarada, Colazione da Tiffany e Sabrina“.

Alla soglia del suo ventesimo compleanno, una giovane ragazza stila la lista delle cinque persone ideali che vorrebbe avere a cena per il suo compleanno. Ciò non accade, fino al suo trentesimo compleanno, in cui il suo desiderio si avvera. Infatti, tra gli invitati alla festa arriva anche l’iconica Audrey Hepburn, di cui la protagonista è sempre stata una fan scatenata. Avrà tempo fino a mezzanotte per poter chiarire le questioni in sospeso con i cinque amici.


Perché ci piace: sembra apparentemente una storia fresca e leggera, invece pagina dopo pagina si rivela intenso, commovente e di riflessione al lettore. Inoltre, le figure che ruotano intorno alla protagonista, svolgono un ruolo fondamentale alle innumerevoli domande che la giovane si pone sulla vita, come per esempio: il senso dell’amore e delle storie d’amore in generale. È quindi un libro al femminile, che non parla solo alle donne, ma anche a tutti i uomini che vogliono amare ma non sanno come comunicarlo.