I 5 Presepi Underground da vedere nel 2020

In un anno da dimenticare, ecco 5 presepi che riflettono il mondo che cambia. Ognuno, con una visione e con il suo messaggio di speranza per il futuro che verrà.



Ogni presepe è una visione del mondo


Ogni anno, per la natività del bambino Gesù, sono migliaia i presepi che popolano case, chiese e piazze, in tutto il mondo Cristiano. Nel presepe tradizionale, l'immagine classica viene raccontata attraverso i suoi protagonisti, rivestiti di pochi indumenti nell'umile mangiatoia, che sono avvolti da uno cielo stellato che rimanda immediatamente a luoghi lontani, nel tempo e nello spazio.

Ma in tempi di Covid e con un Natale in Lockdown, anche il Presepe si trasforma e si adatta al mondo che cambia, nella ricerca del senso della fede e della famiglia, nell'uso di nuove modalità, diverse e a volte inaspettate. E a secondo dei gusti personali, che non si discutono, è comunque la creatività l’elemento centrale che emerge ed unisce questi esempi di presepi “Underground” per questo 2020.

Quella creatività, che si traduce nel coraggio di non mollare per poter continuare ad esprimere la propria visione del mondo.

Ecco allora i 5 presepi più alternativi promossi in questo funesto 2020, per diverse ragioni e che ci hanno davvero sorpreso e fatto riflettere.


#1 Un Marziano in Vaticano

State a casa. Non lo guardate. Non andate a guardarlo. Il presepe del Vaticano, realizzato dagli artigiani di Castelli in Abruzzo, che solitamente producono degli autentici capolavori, non c’entra niente con la religione cattolica. I personaggi sembrano degli astronauti. Persino le pecore, il bue e l’asinello sono irriconoscibili. Con che faccia li avrà osservati, il Papa? Forse non ne sapeva nulla. Ma non saperne nulla non giustifica questa oscenità. Non giustifica l’umiliazione del cattolicesimo”. (Vittorio Sgarbi, Critico d'Arte)

Al centro di Piazza San Pietro a Roma, ogni anno per l’8 dicembre viene esposto il Presepe più importante al mondo, in grandezza naturale. Quest’anno, la scelta del presepio ricade a favore di un azienda di ceramica di Teramo, che in passato è stata vittima del terremoto, ma che si sta rivelando in realtà un vero caso internazionale, di cui gli effetti collaterali negativi non smettono di arrestarsi. La presentazione azzardata di una versione alquanto inusuale del Presepe di Teramo, sta infuocando polemiche da ogni direzione. I più fedeli gridano addirittura al blasfemo, sottolineando la ridicolezza delle forme e l’assurdità del messaggio indiretto: “Ecco un marziano in Vaticano”, oppure "il presepe "Star Trek è tra noi", mormorano altri. E c’è chi vede nei vari personaggi di Maria, Giuseppe, il bue, l'agnello, i tre Magi e Bambin Gesù, simbologie esoteriche o feticci alieni, tanto per citare alcuni dei commenti più popolari in rete.


Certo non si può dire che l’opera passi inosservata, dato che ogni canone classico sembra dissolto in un baleno. E si potrebbe presupporre che ci troviamo davanti al primo "Presepe Transumano". Ma forse l’intento reale è proprio quello di stupire, chissà. O magari l’arte concettuale sta trovando nuovi assetti stilistici che saranno riconosciuti nel prossimo futuro, come è già successo nel passato con altri famosi artisti. Oppure il Post Umanesimo è già il punto di non ritorno nella visione di uomo, che ha certamente poco di umano, ed il quale si avvicina paurosamente a piani non esattamente tradizionali, per dirci qualcosa altro. Ma non sappiamo ancora cosa. Il mistero del vero messaggio nascosto in questa opera criptica, ci riporta però a porci una semplice domanda, e cioè: capire dove va a finire la tradizione se anche la Chiesa cattolica archivia il vecchio per scegliere un nuovo modello Post umano?


Che si tratti di un apertura verso nuove forme di arte o di una ambigua strategia di marketing, ancora non è chiaro. Ma certamente ogni richiamo sembra davvero rimandare a mondi multi dimensionali. Sta di fatto, che l’immagine dell’astronauta resta senza dubbio il simbolo religioso di questo 2020. Un estraneo nel mondo in cui abita, con paure e perplessità. Proprio come noi. Mah.


Voto: 4/5 (l'impegno andrebbe premiato, ma il risultato e la location non sono forse le più appropriate per questo tipo di arte.)



#2 A Modern Family


Come nella serie americana "Modern family", in cui si racconta le storie di una famiglia allargata e non canonicamente tradizionale, lo stesso Street Artist francese, denominato Clet, che opera ormai da anni a Firenze, ha deciso quest'anno di presentare la sua idea di Presepe in un modo davvero alternativo. Infatti, con l’utilizzo dei cartelli stradali, che sono anche il suo stile di riconoscimento, ha proposto il suo concetto di famiglia, trasformandola nella cosiddetta famiglia post moderna o “big family”, in cui la parola chiave è: il Melting Pot di tutte le razze e generi.

Come in un racconto fiabesco, l’immagine della natività viene così presentata:

“in un paese arabo nasce un bambino biondo con gli occhi azzurri, da tre genitori…. Un vecchio falegname barbuto, Un misterioso fantasma e una giovanissima ragazza che dice di essere vergine e incinta insieme. Poi ci sono i zii trans, con gli ali, il bue, l’asino e qualche pecorelle. Vivono tutti insieme felice dentro una capanna Tirolese. WOW, questa si che è una famiglia moderna, super open, come piace a me, dove ognuno ha il sacro diritto di scegliere, senza nessun limite di colori o di genere, con chi sentirsi in famiglia. Del resto, siamo tutti una stessa, unica, grande famiglia non è vero?”

Le polemiche non si sprecano a sfavore dell’artista, che viene considerato più un vandalo che altro. Ma infondo, bisogna sottolineare che tutti i personaggi della storia, sono un po’ da considerare come quel frammento di singolarità e stranezza che risiede in ognuno di noi, pronto a staccarsi dal mondo alieno, in cui vive e che lo vuole invece sempre più omologato.

In questa storia di mille colori, a dir il vero quello che ci piace è soprattutto l’idea di fondo, che rispecchia la famiglia moderna occidentale, in continuo cambiamento; meno il modo in cui viene presentata, come il cartello con le labbra rifatte.


Voto: 5 ( l'artista utilizza il Presepe per inviare messaggi postmoderni che però a dire il vero, sono poco efficaci rispetto al passato, peccato!)




#3 A Natale, "Stay Safe and Healthy"


Nella famosa strada dei Presepi a Napoli, la città intende rispondere al Covid con rinnovata ironia e creatività, pur mantenendo l’idea tradizionale dell'avvento natalizio. Con il dettaglio della mascherina, infatti, che non sfugge neanche ai più distratti, si vuole chiaramente sottolineare la gravità della pandemia globale ma nel contempo ironizzare sulle varie restrizioni decise per fronteggiare il virus.


Interessante notare che tutti i protagonisti, indossano correttamente la mascherina, compreso Gesù bambino ed i tre Magi, che invece di portare oro, incenso e mirra, consegnano il vaccino anti Covid. Il messaggio finale è forse diretto a ricordarci: che nessuno è davvero immune da questo virus, neanche la sacra famiglia, per eccellenza. E potremo allora aggiungere che il nuovo augurio natalizio sarà senz'altro quello di un Felice Natale in sicurezza e salute”.


Voto: 7 (Anche per la famiglia sacra, sono tempi difficili...)


#4 Social Nativity


La versione Hipster della natività, è sicuramente la versione più cool degli ultimi anni, vendibile addirittura sulla piattaforma USA di Amazon, (ma purtroppo non disponibile al momento).

Fin dal 2016, questo presepio prettamente Social, diventa fin da subito virale ed un vero Must Have nell’acquisto dei doni natalizi, come regalo perfetto, alternativo e soprattutto ironico.

Ci chiediamo allora, perché piace così tanto? Ovvio, rispondiamo. Si tratta del contesto in cui si svolge la scena, che risulta pienamente azzeccato. Ci sono infatti Maria e Giuseppe che si fanno un super selfie, mentre i tre Magi arrivano come Riders per portare i pacchetti Amazon, ed un pastore hipster che riprende tutto in video e lo posta poi sui Social dal suo smartphone. Notare come Bambin Gesù sia l’unico normale ed estraneo ai fatti che ruotano intorno a lui.


L'idea è semplicemente geniale e a passo coi tempi; inoltre i dettagli dei vari personaggi sono davvero ben fatti e le loro espressioni risultano del tutto veritiere.


Voto: 7 (presepe spassoso, ma serviva forse un pò più di clima natalizio nei vari personaggi)



#5 Born in this way (on the Beach)


La versione della natività in spiaggia è l’immagine forse più romantica tra tutte quelle elencate fino ad ora. L’opera, che viene presentata già dal 2005, da un gruppo di 8 artisti internazionali nell’isola di Gran Canaria, nella spiaggia urbana di Las Canteras, accoglie ogni anno numerosissimi visitatori per vedere questo capolavoro di sabbia, detto anche "Belen de Arena".

La creazione richiede molto tempo ed oltre 2000 tonnellate di sabbia, con sculture che possono raggiungere anche fino a 4 metri di altezza. Il tema centrale dell'operazione di questo team, riguarda i diritti dei bambini che viene messa in luce dalla Natività di Gesù per il periodo Natalizio. L'espressione della creatività e tecnica raffinata visibile nei dettagli delle varie scene, (vedi il Tour virtuale dell'intero presepio su: https://my.teika361.com/tour/belen-de-arena-de-las-canteras) è semplicemente sorprendente ed unico, tanto che è considerato ormai il presepe di sabbia più grande d'Europa.


“Vogliamo sorprendere i bambini e gli adulti e anche tutte quelle persone che vivono in solitudine. Vi invitiamo a venire a condividere, dall'apparente fragilità della sabbia, la forza di immagini uniche e belle di notevole presenza ed eleganza. So che per alcune persone questa Betlemme ha cambiato la loro vita, con me è cambiata. Invito tutti voi a sentirvi capaci di approfondire le vostre nobili capacità e di attivarle. Togliete la felicità dall'effimero perché nulla è permanente!".(Miguel Rodríguez Pérez, Fondatore e Direttore Artistico)

Come sottolinea il Direttore Artistico di Belen de Arena, Miguel Rodriguez Perez, "la transitorietà è un elemento fondamentale che aiuta l'uomo a comprendere la bellezza della vita" ed in questo caso, il suo bellissimo presepe.

Allora, chiudiamo gli occhi ed immaginiamo di stenderci sulla spiaggia soleggiata di Gran Canaria, a contemplare appieno il Presepe di sabbia, con la consapevolezza che forse domani non lo potremo più ammirare perché il vento ne avrà cancellate tutte le tracce.


Voto: 9 (dove la sabbia unisce tradizione e modernità, con un risultato che ha del miracoloso! )