Lussemburgo, svelato al mondo il Registro dei fondi segreti

Una super inchiesta di OpenLux, e condotta da "Le Monde", svela ben 55.000 società offshore nel cuore del piccolo Granducato di Lussemburgo, paradiso fiscale per i super ricchi del mondo.



Lo scorso 8 febbraio, il quotidiano francese "Le Monde", ha pubblicato un articolo "Bomba" svelando un enorme Database dove Miliardari di tutto il mondo hanno investito in società Offshore nel piccolo stato di Lussemburgo. In tale mastodontico Database, si elencano i beneficiari di circa 124.000 società commerciali registrate in Lussemburgo, con i loro veri proprietari, insieme a 3,3 milioni di atti amministrativi e rapporti finanziari. E dove si collocano altrettanti fondi discutibili (circa 55.000) nascosti nel stesso registro.

Si tratterebbe quindi di un vero registro dei "segreti", in cui al suo interno si trovano società pressoché società legali ed anche molte confutabili.

Ma comprendiamo meglio come si è svolta questa indagine allargata, che include i seguenti stati:

  • Le Monde (France);

  • The Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP);

  • McClatchy (USA);

  • Süddeutsche Zeitung (Germany);

  • Le Soir (Belgium);

  • Woxx (Luxembourg);

  • IrpiMedia (Italy);

  • iStories (Russia);

  • Arij (Middle East);

  • Krik (Serbia);

  • Bivol (Bulgaria);

  • Investigace.cz (Czech Republic);

  • Piaui (Brazil);

  • Tempo (Indonesia);

  • Armando Info (Venezuela);

  • La Nacion (Argentina);

  • Inkyfada (Tunisia).


“Lussemburgo, è un vero e proprio centro offshore, a metà strada tra la City di Londra e le Isole Vergini britanniche".

Le Monde


L'Inchiesta, iniziata dalla società Openlux e condotta dal giornale "Le Monde", in collaborazione con altri Media Partners internazionali ed il Progetto OCCRP, (una piattaforma no-profit di reporting investigativo per una rete mondiale di centri media e giornalisti indipendenti.) ha ripreso tali dati che erano stati pubblicati recentemente nel sito web del Registro commerciale di Lussemburgo, per poterli analizzare e scoprire poi la verità sconcertante della presenza di moltissimi fondi segreti, di cui la maggior parte non hanno beneficiari rintracciabili. E' la Francia a detenere il primato con ben 17.000 società, tra cui piccoli pezzi del paese, compreso castelli, ville e vigneti (come quello di Angelina Jolie e Brad Pitt, tanto per intenderci). Le altre 156 Nazionalità presenti nel gigantesco database, (157 con La Francia) comprendono veramente di tutto: residenze di lusso, chalet, yacht, elicotteri, jet privati e grandi aerei, cataloghi musicali, diritti d'immagine, opere d'arte e moltissimo altro ancora.


Un altro caso come il "Panama Papers"


Ma perché si sceglie proprio Lussemburgo? "Le Monde", spiega le ragioni legate alla scelta di tale luogo, che non sono legate soltanto alla sua posizione geografica, particolarmente centrale nell'Unione europea, ma soprattutto dalla regolamentazione fiscale molto agevolata verso le imprese e dalla cosiddetta discrezionalità. Inoltre, vi è il crescente problema da parte dell'ufficio del registro commerciale, costituito da soli 59 impiegati, nel controllare e far rispettare l'obbligo legale di dichiarare i beneficiari effettivi delle oltre 100.000 società; ed altrettanti 900 impiegati per quanto riguarda la sorveglianza del controllo finanziario su tali società. Il lavoro d'inchiesta dell'Openlux insieme a "Le Monde" ed altri, viene fuori a distanza di soli 5 anni dal famoso scandalo finanziario del "Panama Papers", che come sottolinea lo stesso "Le Monde", aveva già rivelato la portata del ruolo giocato dalle società opache e dagli accordi offshore nel riciclaggio di attività criminali, tra cui la frode fiscale. Infine, è grazie alla Direttiva dell'Unione Europea del 2018, che si è potuto imporre un elevato livello di trasparenza (a seguito in realtà degli stessi Panama Papers) nella pubblicazione di registri pubblici, inerenti i veri proprietari delle società in tutti gli stati membri.


Potremo dire, che la trasparenza ha trionfato (per il momento) sulla segretezza degli ormai noti "registri di Lussemburgo", i quali sono stati tenuti chiusi in un cassetto per molto tempo e che ora sono finalmente accessibili a livello pubblico attraverso il sito ufficiale.

Anche se di fatto, bisogna sottolineare che il mondo dei cosiddetti "super ricchi", non cambia regole e continua a scegliere il Granducato tra le sue mete preferite per poter pagare meno tasse possibili; ed anche se non è una scelta eticamente corretta, tutto ciò rimane sempre nei limiti legali. In parallelo a questa lista, poi, si ritrovano tutti coloro che decidono di nascondere le proprie attività "discutibili" all'interno dello stesso calderone Lussemburghese, senza mai apparire con il proprio nome, oppure valendosi di prestanomi professionisti. Va quindi sottolineato che la strada è molto lunga e chiaramente in salita, se si intende arrivare alla verità, su quei fondi che restano pressoché "discutibili e sotto indagine giudiziaria".


Sono molti i quotidiani che hanno trattato il tema scottante del "registro segreto di Lussemburgo", rubando la prima pagina alla pandemia in corso, anche se solo per un giorno.

Ecco allora qui di seguito i principali quotidiani esteri che hanno riportato la notizia, in data 9 Febbraio 2021.


Le Monde


Titolo: "Un database senza precedenti analizzato da Le Monde rivela che più di 6,5 trilioni di euro sono archiviati in società offshore in Lussemburgo."


Articolo: "In Lussemburgo, OpenLux mostra che il termine "centro finanziario internazionale" nasconde un grandissimo paradiso fiscale, tra i primi cinque al mondo. Quasi la metà delle 124.000 aziende registrate nel paese sono società di pure partecipazioni finanziarie senza ancoraggi nell'economia reale, semplici cassette delle lettere senza uffici o dipendenti. Queste società offshore concentrano l'85% delle attività totali delle società del Granducato, ovvero 6500 miliardi di euro. Attraverso questi ed altri strumenti viene alterata la concorrenza fiscale tra i paesi e le aziende: è incoraggiata un'offerta fiscale al ribasso tra gli stati europei riducendo, anno dopo anno, la tassazione del capitale."


Curiosità: "Le Monde", affronta coraggiosamente il tema del cosiddetto Paradiso fiscale come luogo ideale per coloro che possono "evadere le tasse"e cioè i più ricchi, che così non concorrono al finanziamento di tutte quelle infrastrutture pubbliche presenti nei suddetti stati. E tutto ciò mira ovviamente al cuore del concetto di democrazia ed equità fiscale.


McClatchy (USA)


Titolo: "Da Magic Johnson, Tiger a Brangelina: perché i ricchi e famosi si stabiliscono in questo spicchio di Nazione".


Articolo: "Molti segreti rimangono ancora in Lussemburgo. L'indagine di OpenLux ha scoperto che grazie a scappatoie ed esenzioni speciali, poco meno della metà di tutte le società nel registro delle imprese del Lussemburgo, in particolare i fondi di investimento, non elencano alcun proprietario. Questo perché il registro richiede solo la divulgazione dei proprietari effettivi che detengono una quota superiore al 25%, che è una soglia che pochi investitori raggiungono."


Curiosità: In stretta collaborazione con Openlux, Le Monde, Miami Herald e molti altri Media Partners nel mondo, si andati ad analizzare i vari documenti societari di oltre 260.000 società, in un periodo tra il 1995 ed il 2020, di cui 117. 424 distinti proprietari effettivi o amministratori di società lussemburghesi, come riportato nell'indagine dell'articolo.


Le Soir (Belgium)


Titolo: "La trasparenza fiscale è possibile se la garantiamo al 100%". (di Béatrice Delvaux )


Articolo: "Il Granducato è il primo paese dell'Unione a mettere in linea il registro dei beneficiari effettivi. Uno strumento di trasparenza essenziale che ha ancora dei difetti. Delle entità attive con sede in Lussemburgo, solo la metà ha dichiarato il beneficiario effettivo (72.350). In altre parole, in quasi la metà dei casi non è possibile trovare quelli veri ... che non sono dichiarati affatto. Il Lussemburgo afferma che solo il 12% delle entità non era in regola al 31 dicembre 2020. Secondo i file OpenLux, invece, siamo intorno al 18% ."


Curiosità: La risposta da parte del Governo Lussemburghese non si fa attendere, nei confronti della Openlux, attraverso una dichiarazione in cui afferma che: "prende atto della pubblicazione di una serie di articoli nella stampa internazionale riguardanti presunte carenze nel dispositivo anti riciclaggio del Granducato e respinge le varie accuse...Questo è confermato da diversi osservatori, tra cui l'OCSE e l'Unione europea, che non hanno al momento identificato alcun regime fiscale o pratiche fiscali dannose in Lussemburgo." Da tali parole, è ovvio che siamo solo agli inizi di questa dura battaglia a scoprire la verità sulla legalità fiscale presente nel "paradiso fiscale Europeo di Lussemburgo".



The Guardian (UK)


Titolo: "La Regina fece pressioni per cambiare la legge e nascondere il suo patrimonio".


Articolo: "Le pressioni che la Regina ha mostrato per riuscire a modificare una certa bozza di legge, per nascondere l'entità della sua immensa ricchezza, è il tema centrale di questo articolo, che mette in luce il concetto di Democrazia. Inoltre, il velo di segretezza, che deriva da un accordo degli anni 70 e da una procedura parlamentare molto antica in cui si richiede "il consenso alla Regina", prima che una certa Legge passi al Parlamento per essere discussa, è stato messo in discussione nella commissione parlamentare per essere cambiato qualche anno fa, ma senza risultati alcuni."


Curiosità: Il "The Guardian", con il suo articolo sulla segretezza della ricchezza privata della famiglia reale, è solo l'ultimo di una serie di indagini coraggiose, iniziate proprio con il paradiso fiscale di Lussemburgo, già nel 2014 con il seguente Titolo "Fascicoli fiscali lussemburghesi: come un piccolo stato ha approvato l'evasione fiscale su scala industriale", che richiama appunto ai molteplici documenti di come circa 340 aziende di tutto il mondo hanno organizzato strutture aziendali appositamente progettate con le autorità lussemburghesi. Le imprese includono società come Pepsi, Ikea, Accenture, Burberry, Procter & Gamble, Heinz, JP Morgan e FedEx.


Irpimedia (Italy)


Titolo: "Come la 'ndrangheta è arrivata a Lussemburgo".


Articolo: "Una rete di giovani imprenditori del sidernese legati a doppio filo alla ‘ndrangheta si è stabilita nel sud del Granducato. Apre locali appoggiandosi a famiglie italiane emigrate che rischiano di finire nel mirino delle cosche"..."La ‘ndrangheta – spiega il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo – guarda al Lussemburgo con interesse per investire e riciclare capitali proprio per la presenza, in quello Stato, di sistemi finanziari e “casseforti” discrete molto appetibili per chi ha necessità di occultare provviste illecite e fondi neri".


Curiosità: Irpimedia, che è una testata investigativa no profit e partner con Openlux nell'indagine in cui sono stati gli altri Media Partners nel mondo, ha svelato nell'interessante articolo alcune attività illecite che si sono stabilizzate nel piccolo Granducato di Lussemburgo.