Covid, e se il futuro del Cinema sarà soltanto nel salotto di casa?

Se il Cinema sta morendo, il primo indiziato è certamente il Covid mentre il secondo è invece lo Streaming, che viene ormai visto come "la nuova forma di rappresentazione del Cinema del futuro".

Vediamo insieme tutti i Pro e contro e le novità a riguardo.


“Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega niente". Mario Monicelli


Da quando è iniziato il Covid, anche le abitudini di vedere il film sul grande schermo sono cambiate. Se si andava espressamente al Cinema per vedere le nuove uscite, ora è possibile vederle direttamente dal salotto di casa in streaming. Indiscusse protagoniste, le piattaforme dei siti streaming in questo lungo anno, stanno guadagnando una vera fortuna (basti pensare agli ultimi Oscar 2021)

Tra film sospesi come James Bond e film nati per essere messi da subito in streaming come Borat2, quale posto merita il grande schermo? Come ricorda Roberto Benigni, "Il Cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riempirle entrambe".


Quindi, se un film è di qualità, va bene anche il divano di casa? Potremmo rispondere con un Ni, dato che ci sono alcuni film che necessitano obbligatoriamente del grande schermo per essere valorizzati, come i cosiddetti Blockbuster; a tal proposito, va citato il prossimo "Jurassic World: Dominion", ancora in fase di riprese, che è l'esempio perfetto dello show dai grandi effetti visivi e che speriamo di poterlo vedere nelle sale nel 2022.



Le emozioni del Grande Schermo


L'atmosfera familiare del salotto prevale quindi alla sala cinematografica, come la cena a domicilio, al ristorante. Ma ricordiamoci che l'esperienza è totalmente diversa: è il contesto che rende speciale l'evento (di una cena o di un film). Come afferma Nino Motta al Qds.it, titolare dello storico Cinema Aurora a Siracusa, intenzionato a non chiudere il suo sogno: "Le sensazioni che regalano il suono e il colore delle immagini restano uniche, ma lo sono soprattutto quelle di contatto tra le persone; è quello che manca di più adesso" .


Ci sono poi le profetiche parole di chi il Cinema lo conosceva bene, come nel caso dell'eminente regista Mario Monicelli, scomparso nel 2010, che in tempi non sospetti disse: "Il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega niente". Il suo saper vedere oltre il momento presente, ci offre un immagine chiara del "Futuro del Cinema in casa", attualmente già fruibile, con:

  • Schermo Smart TV + Home theatre ad impianto integrato;

  • Piattaforme streaming ricche di tantissimi contenuti, su serie Tv e Film, con abbonamenti annuali, mensili a costi medio bassi;

  • Internet illimitato e ultra veloce con tecnologia 5G;

  • Nessun rischio di contatto con persone sconosciute, come nelle sale al pubblico.

A dispetto di chi pensa sia meglio stare a casa, al sicuro ed in completa privacy, oppure no, serve sottolineare un aspetto importante e cioè che una pluralità di scelta è necessaria al fine di optare liberamente per la propria "Esperienza di Cinema preferita", che al momento viene purtroppo meno con il Covid.


I Pro e contro dello streaming


In sintesi, le case di produzione delle piattaforme streaming si stanno prendendo l'enorme fetta appartenuta da sempre al Cinema, prima del Covid, incrementando i propri numeri a dismisura. Ma quali sono gli altri elementi che vanno a Pro dello streaming in questa fase di dell'eventuale "ristrutturazione del Nuovo cinema del Futuro"?

Ecco alcuni spunti di riflessione:

  • Comfort totale dell'utilizzo per gli utenti: gli abbonati ai siti streaming possono infatti scegliere quanti programmi vedere, quando e rivederli in piena libertà da casa;

  • Guadagno sugli abbonamenti in offerta: le piattaforme di video streaming con i loro tantissimi contenuti offerti, si basano sugli abbonamenti mensili, che sono il vero e grande guadagno, perché puntano sulla quantità di ore consecutive trascorse davanti allo schermo;

  • Guadagno sulla distribuzione simultanea di più prodotti e sulla Pubblicità: al contrario del Cinema che offre la pubblicità solo prima della visione in sala e non distribuisce due Film insieme della stessa Casa cinematografica, il mondo streaming è libero di muoversi come meglio crede, guadagnando anche in tempi piuttosto ridotti.


Ciò che è più sorprendente è che il senso di rilassamento finisce quando il televisore viene spento, ma i sentimenti di passività e di diminuzione della vigilanza continuano. I partecipanti al sondaggio riflettono comunemente che la televisione ha in qualche modo assorbito o risucchiato la loro energia, lasciandoli esausti. Dicono di avere più difficoltà a concentrarsi dopo la visione rispetto a prima. Al contrario, raramente indicano tale difficoltà dopo la lettura. Dopo aver fatto sport o essersi impegnati in hobby, le persone riportano miglioramenti nell'umore. Dopo aver guardato la TV, l'umore delle persone è circa lo stesso o peggiore di prima.
Kubey e Csikszentmihalyi (2004)

La comodità e la ricca scelta per l'utente insieme al guadagno veloce ed importante per le piattaforme streaming, sono una realtà già presente nelle nostre case. Ma non molti sanno, che ci sono alcune forme pericolose per la salute, come il Binge Watching, che vanno tenute d'occhio e che riguardano tutte le persone che spendono molte ore ad "abbuffarsi nel vedere"le varie Serie TV/Film in vere e proprie "Maratone Televisive".


Il rischio di una dipendenza, (che vale anche per i PC) è concretamente molto alta; ci sono da anni degli studi specifici e pubblicati sulla rivista Scientific American, che vigilano infatti sull'umore e sugli aspetti neuro cognitivi e psicologici in senso peggiorativo, espressi da un comportamento passivo e disattento, dopo aver visto la TV per molte ore. Dunque, un problema da non sottovalutare contestualmente alla pandemia del Covid19.


E' bene parlare di Covid19 in Streaming?


Songbird è un progetto di Hollywood che usa la quarantena come ispirazione e tenta l'intrattenimento dal trauma collettivo...con una versione all'ultimo stadio del "Covid-23", che muta per infettare addirittura il cervello della gente".

THE GUARDIAN


In un Cinema che sta cambiando a favore della Smart TV (in casa), vi è un'altra questione delicata che si collega alla crisi del grande schermo e che riguarda le "sceneggiature a tema Lockdown" e sulla pandemia ancora in corso, che sono ovviamente un arma a doppio taglio. Se da un lato, potrebbe risultare costruttivo conoscere le storie (che sono infinite) delle persone e la loro prospettiva di vita prima e dopo il Covid, nel contempo, sarebbe come infierire ulteriormente dove la ferita è ancora fresca e il che non gioverebbe certo ad una futura guarigione.

Un ulteriore motivo di polemica riguarda poi quei film sul Covid, che quando usciranno nelle sale, saranno già considerati vecchi rispetto alla situazione attuale in continua evoluzione.


L'irriverenza nel parlare di certi temi come il Covid mentre le persone continuano a morire in tutto il mondo, è a parere di OUTSIDER POST un gesto di cattivo gusto se non addirittura irrispettoso. Ma resistono alcuni Film che intendono comunque raccontare la loro versione dei fatti o che sono spinti dai dirigenti di Hollywood per scopi di puro intrattenimento e di mero guadagno.


“l’idea del cortometraggio è nata in una notte di marzo, nel pieno lockdown. La paura del futuro e la voglia di dare un contributo, mi hanno spinto a raccontare il Covid-19 dal mio punto di vista. Lo scopo fondamentale del progetto è dare un contributo che possa rimanere negli archivi, come monito per le generazioni future, affinché tutto questo non venga mai dimenticato. Sarà un racconto corale a 360 gradi."
Regista DAVIDE BONGIOVANNI di "(Re)Esisti"

Va sottolineato innanzitutto "Songbird", film horror distopico sulla pandemia, prodotto dal regista Catastrofico Michael Bay, previsto per la fine del 2021 e girato prima della reale quarantena a Los Angeles. Come suggerisce il "The Guardian", il film in questione "è un progetto di Hollywood che usa la quarantena come ispirazione e tenta l'intrattenimento dal trauma collettivo...con una versione all'ultimo stadio del "Covid-23" che muta per infettare addirittura il cervello della gente".

E non è l'unico caso, sottolinea sempre "The Guardian" visto anche altri Film come Love in the Time of Corona di Freeform, Connecting della NBC, e Social Distance di Netflix, hanno tutti preso la pandemia come prerequisito, accogliendo però recensioni miste.



Tra le grandi major americane, (tra cui menzioniamo anche Disney, Universal e Warner Media che viaggiano sia al Cinema che in streaming) vi è un modesto e breve documentario che vale la pena ricordare, con il titolo di "(Re)Esisti", che racconta i cinquanta giorni che hanno cambiato la Valle d’Aosta, così come in tutto il mondo. Il Regista Davide Bongiovanni ha spiegato che: "l’idea del cortometraggio è nata in una notte di marzo, nel pieno lockdown. La paura del futuro e la voglia di dare un contributo, mi hanno spinto a raccontare il Covid-19 dal mio punto di vista. Lo scopo fondamentale del progetto è dare un contributo che possa rimanere negli archivi, come monito per le generazioni future, affinché tutto questo non venga mai dimenticato. Sarà un racconto corale a 360 gradi" .


(Re)Esisti, a differenza degli altri sopra citati, ci piace perché racconta la drammaticità e la tragedia del Covid attraverso gli occhi della solidarietà, del coraggio e della speranza. E' un viaggio nelle emozioni dell'anima, attraverso la sofferenza, la verità e soprattutto l'amore per gli altri. Assolutamente da vedere.


Tra i molti Pro e Contro argomentati sul futuro del Grande schermo, vi è un aspetto su tutti cha va certamente evidenziato: e cioè che l'emergenza da Covid19 ha di fatto stabilito nuovi parametri ed abitudini di pseudo normalità, come quella di restare in casa per evitare il contagio, dirottando ad una scelta obbligata verso lo streaming anziché alla sala cinematografica.

Ma l'acquisizione non volontaria a nuovi stati d'animo quali paura, incertezza e diffidenza derivanti dal rischio di ammalarsi, soppianta quei sentimenti di socialità e scoperta del mondo, che sono ben rappresentati da luoghi come ristoranti, palestre e Cinema. E' quindi ora che serve ridare fiducia a tali luoghi, per uscire da quel limbo cognitivo pandemico e guardare al mondo con occhi di speranza e di apertura (soprattutto) nei confronti dell'altro. E per ritrovare quella voglia di evasione ed avventura smarrita tra le stanze di casa, e che solo il grande schermo ci può regalare. Ritorniamo allora a sognare nei Cinema (ora di nuovo aperti).