Clima 2021: l'umanità è davvero al punto di "No Return"?

Il recente Report ONU presentato sui cambiamenti climatici attuali, ci preoccupa e non poco. E nel frattempo, la nostra madre Terra, deturpata per decenni dalle infinite attività umane, ci invia oggi un messaggio shock: "che siamo forse al punto di "Non Ritorno" (se non ci attiviamo ora).


"Gli uomini discutono. La natura agisce."
(Voltaire)

La questione sul Climate Change non è mai stata così seria ed allarmante come oggi.

Vuoi l'uscita del sesto Report Ufficiale dell'ONU sulle proiezioni future del pianeta che stanno turbando gli animi generali, vuoi l'uscita di libri come l'ultimo di Bill Gates, che esorta a cercare soluzioni tempestive per l'imminente disastro, vuoi il susseguirsi di accadimenti naturali, che destano non poca preoccupazione. Vuoi infine anche la pandemia Covid Sars2, che non intende finire e che aumenta l'incertezza del contesto complessivo, in cui arriva un momento per ognuno di noi nel porre alcuni interrogativi a riguardo e cioè:

  1. Quale ruolo spetta (in pratica) ad ognuno di noi per poter salvare il pianeta?

  2. Siamo già ad un punto di non ritorno? O meglio, qualsiasi sforzo risulterebbe ormai inefficace ad un miglioramento od almeno non peggioramento dell'Eco-sistema?

  3. Se la questione del Climate Change condurrà di conseguenza ad una limitazione progressiva delle libertà nella vita quotidiana, in nome della sola salvezza ambientale? (già verificabile con l'emergenza pandemica)


Ida ed i suoi fratelli "Terribili"

“Dopo l'uragano le persone non sono più le stesse, sono cambiate.”
(Frase tratta dal Film - Invasion -)

A distanza di 16 anni "esatti" dalla ferocia di Katrina, ecco arrivare l'Uragano Ida che con quasi 50 vittime all'attivo, è giunto nello stato americano della Louisiana, per passare in breve da una categoria 4 (su 5) con timori di raffiche record ai 200 Km orari, ad una tempesta tropicale di categoria 1, mettendo più di 1 milione di clienti senza corrente, (secondo il sito di monitoraggio PowerOutage.US) Al momento la tempesta è passata nello Stato del New Jersey e di New York allagando completamente la città, con moltissimi danni e privazioni dei servizi ai cittadini per molte ore ancora.

L'estate eccezionale di quest'anno non ha interessato solo gli Stati Uniti, ma diverse aree del pianeta, con intensità e durate inaspettatamente prodigiose (senza precedenti nella storia moderna).


Ecco alcuni eventi bizzarri e assai drammatici che hanno interessato molti paesi "quasi" contemporaneamente, quali:

  • Germania: le inondazioni da Record avvenute lo scorso luglio e che hanno portato a 200 vittime circa, vedono già oggi l'approvazione di un fondo di 30 miliardi di Euro per l'emergenza da Angela Merkel, nel ricostruire case, imprese e infrastrutture nelle città più colpite.

  • Inghilterra: i gravi straripamenti nelle molte strade di Londra che si sono trasformate in Canali, sono stati causati dai forti acquazzoni e temporali pesanti dei molti giorni addietro;

  • Canada: la zona della Columbia Britannica ha registrato la temperatura più alta di sempre, con ben 49,5C, creando una cupola di calore senza precedenti;

  • California: gli incendi nella stagione estiva della Costa Californiana non sono ancora finiti, rompendo ogni volta nuovi Record in negativo sui dati precedenti;

  • Italia: l'esondazione del bellissimo Lago di Como in Agosto, ha visto toccare un livello dell'acqua fino a ben 1,41cm, con devastazione dell'intera area limitrofa al lago.

Molti si chiedono se Ida ed i suoi "Fratelli terribili", altro non siano che l'ennesimo avvertimento che la terra ci sta inviando sul cambiamento climatico in atto, dato che a detta degli ambientalisti, e su tutti Greta Thunberg, "non si arresterà e diverrà irreversibile se non agiamo immediatamente." Oppure se, come nel caso dello Scienziato Steven Konnin, si tratti di variazioni guidate da potenti forze naturali che sono indipendenti dall'uomo, in cui la forza di adattamento umano e l'uso della geo-ingegneria possono migliorare il clima attuale e futuro.


Ma è la costante battaglia massiccia portata avanti dalla giovanissima Greta, che trova conferma ufficiale con l'uscita del Report dell'ONU sulla situazione attuale del Clima mondiale.


L'influenza umana che uccide gli Oceani

“La Terra non condivide il nostro pregiudizio verso la plastica. La plastica viene dalla Terra.”
(George Carlin)

Nel sesto report ONU pubblicato lo scorso 9 Agosto sulla valutazione del sistema climatico e cambiamenti climatici, la raccolta di circa 14.000 studi scientifici degli scienziati del Gruppo di lavoro intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) ha fornito il quadro più completo e dettagliato di sempre, su come il cambiamento climatico sta alterando il mondo naturale e di cosa potrebbe ancora accadere. Come rimarcato nell'esaustivo articolo di Reuters, (nota agenzia di stampa britannica) si evidenzia il drammatico allarme lanciato dallo stesso segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, in cui il Report è descritto come un "codice rosso per l'umanità" che "deve suonare una campana a morto per il carbone e i combustibili fossili, prima che distruggano il nostro pianeta".

Frasi dure, senza retorica e dirette finalmente al problema, dunque. E che lo definiscono una volta per tutte. Scientificamente parlando.


Il Report ONU che si basa strettamente sulla Scienza fisica della misurazione e sperimentazione di dati incrociati, affronta diverse aree di studio Scientifico messe in relazione alle 4 domande più frequenti sul Clima che sono:

  1. Lo stato attuale del clima. È inequivocabile che l'influenza umana ha riscaldato l'atmosfera, l'oceano e la terra. Cambiamenti diffusi e rapidi nell'atmosfera, nell'oceano, nella criosfera e nella biosfera si sono verificati.

  2. Possibili futuri climatici: con l'ausilio di scenari, modelli climatici e proiezioni.

  3. Informazioni sul clima per la valutazione del rischio e l'adattamento regionale. I fattori naturali e la variabilità interna moduleranno i cambiamenti causati dall'uomo, specialmente su scala regionale e nel breve termine, con poco effetto sul riscaldamento globale centenario. Queste modulazioni sono importanti da considerare nella pianificazione per l'intera gamma di possibili cambiamenti.

  4. Limitare il futuro cambiamento climatico. Da una prospettiva di scienza fisica, limitare il riscaldamento globale indotto dall'uomo a un livello specifico richiede la limitazione delle emissioni cumulative di CO2, raggiungendo almeno lo zero netto di CO2 insieme a forti riduzioni delle emissioni di altri gas serra. Forte, rapida e sostenute riduzioni delle emissioni di CH4 limiterebbero anche l'effetto di riscaldamento risultante dalla diminuzione dell'inquinamento da aerosol e migliorerebbe la qualità dell'aria.

Pertanto, le innumerevoli evidenze incrociate comprovano che l'aumento di: CO2, metano(CH4) e del protossido di azoto (N2O) nell'atmosfera sono il risultato dell'influenza umana sull'impatto climatico. E' innegabile visto che sotto i nostri occhi osserviamo ormai da tempo i devastanti effetti delle sconsiderate "attività umane" intraprese dall'era industriale, che senza nessun criterio etico hanno danneggiato l'ambiente; basti pensare all'eco-sistema più vasto della terra e cioè all'Oceano, in cui:

  • L'innalzamento del mare insieme allo scioglimento dei ghiacciai e l'espansione del mare dovuta al riscaldamento degli oceani, sono soltanto alcuni dei drammatici e repentini mutamenti in atto, che assumono un andamento lento ma comunque inarrestabile. E non bisogna dimenticare la pesca intensiva, l'inquinamento marino dalle Maxi cisterne, la plastica etc.


Respirare sarà sempre più difficile

"In nome del progresso, l’uomo sta trasformando il mondo in un luogo fetido e velenoso (e questa è “tutt’altro che” un’immagine simbolica). Sta inquinando l’aria, l’acqua, il suolo, gli animali… e se stesso, al punto che è legittimo domandarsi se, fra un centinaio d’anni, sarà ancora possibile vivere sulla terra."
(Erich Fromm)

Il gas presente nell'atmosfera è intrappolato dall'energia termica derivante dal sole che rende sempre più invivibile l'aria che respiriamo, soprattutto nelle aree metropolitane ed industriali. E la cattiva produzione e consumo dell'energia causata dalle attività umane e derivanti da fonti fossili, fa aumentare precipitosamente le temperature dell'acqua e dell'aria, tanto che entro il 2030, la sfida principale sarà quella di:

  • dimezzare l’attuale livello di emissioni, azzerandolo entro il 2050.

Nell'impegno alla lotta dell'emergenza climatica, esiste il famoso Accordo di Parigi del 2015, nel responsabilizzare i paesi europei a seguire chiare misure di riduzione delle emissioni. Ma nel seguito del medesimo accordo, la realtà che si presenta è sempre più imprevedibile tanto che l'intensificarsi di eventi estremi in tutta Europa ha in concreto cambiato intere aree di campagna e città con la conseguente devastazione delle popolazioni protette e della biodiversità, ponendo in agenda una vera emergenza nell'emergenza.

"Il futuro ci giudicherà soprattutto per quello che potevamo fare e non abbiamo fatto."
(Ermanno Olmi)

Uscendo poi dall'Europa, nel resto del mondo la situazione non cambia, sia in termini di trasformazione dei territori che della desolazione di essi dopo i ripetuti e terrifici disastri atmosferici. L'attenzione verso il tema della biodiversità, e nello specifico verso le popolazioni tribali è stato l'argomento centrale dell'ultimo Congresso indipendente tenuto in Marsiglia, in opposizione al World Conservation Congress (IUCN) che si tiene dal 3 al 11 Settembre, con iniziative comuni nella limitazione della perdita di Biodiversità e quindi dei cambiamenti climatici, con l'idea condivisa di:

  • trasformare il 30% del pianeta in "aree protette";

  • Promuovere soluzioni basate "sulla Natura";

  • Decolonizzare la conservazione di territori e popolazioni indigene.

Sono proprio le popolazioni indigene, coloro che preservano l'80% della Biodiversità del pianeta, ed acquisiscono un ruolo chiave nelle soluzioni inerente l'allarme globale sul Climate Change. Come infatti riportato dal sito oulandournature.org, la conservazione delle aree protette e dei cosiddetti "guardiani della natura", risulta essere la misura efficace di reale "soluzione verde "in contrapposizione ai "congressi tradizionali", in cui le parole restano spesso negli accordi senza passare mai al concreto. In agenda di dibattito per #DecolonizeConservation, si cercano soluzioni di: azione, giustizia sociale e riconoscimento dei diritti umani e territoriali abusati.

E' senza dubbio una perfetta dimostrazione di come un'altra via è possibile, se vi è la visione e la volontà comune di farlo.


Steven Konnin e ciò che la Scienza non dice


"Le variazioni passate della temperatura superficiale e del contenuto di calore degli oceani non confutano affatto che l'aumento (circa 1℃) dell'anomalia della temperatura superficiale media globale dal 1880 sia dovuto all'uomo, ma mostrano che ci sono anche potenti forze naturali che guidano il clima."
Steven Konnin - Scienziato -

Come pronunciato dal Report ONU 2021, è un fatto accertato che le emissioni di combustibili fossili derivanti dalle attività umane hanno avuto un impatto determinante sul cambiamento del clima.

Ma sono ugualmente da valutare alcune considerazioni in parte contrastanti allo Scienza fisica ordinaria e derivanti dal fisico Steven Konnin, che con il suo ultimo libro "Unsettled: What Climate Science Tells Us, What It Doesn't, and Why It Matters", sente il dovere di scienziato ma anche di cittadino, nell'esporre tutte le informazioni possibili al fine di aiutare le persone a capire e valutare concretamente il problema con la modalità del "Big Picture", mettendo così in relazione due storie :

  • La narrazione del metodo Scientifico: con dozzine di modelli strumentali sofisticati che analizzano la risposta del Clima alle influenze umane e naturali proponendo proiezioni sul futuro.

  • La risposta della Società al cambiamento climatico: cioè di cosa la Società può fare e deve fare rispetto al Climate Change, e del ruolo influente dei "diversi giocatori" in campo, quali media, politica, attivisti e comunità Scientifica che sono a favore di una probabile "perpetua crisi del Clima", che non giunge mai ad una risoluzione definitiva e condivisa.

Ecco che allora Steven Konnin, con il suo libro coraggioso e ben strutturato, intende offrire un quadro equilibratamente alternativo di un racconto da Outsider, che forse mancava sul tema del Clima. Con la giusta dose di scetticismo, di ragion critico-scientifica e di spiccata indulgenza, egli analizza le moltitudini di modelli e grafici contenuti nelle valutazioni ufficiali della Comunità Scientifica, (che non lo vede di buon occhio) ponendo domande e perplessità, e nel sottolineare che a volte la Scienza non dice oppure trasmette le informazioni raccolte ai canali di comunicazione che fuorviano il significato originale inseguendo una narrazione prevalente.


Inoltre, lo scopo di Konnin, è anche quello di richiamare i Media e non solo, all'accuratezza e miglioramento della promulgazione e comprensione del Climate change, rimarcandone in egual misura l'importanza delle medesime attività umane a quelle Naturali che sono anche esse legate al ciclo della "nostra madre terra" e che partecipano al conseguente cambio del clima.

Per Konnin, la "sfida è ancora aperta, pur se incerta, ma ciò non vuol dire impossibile da superare per l'umanità", come invece viene tendenzialmente ritratta dai media e studiosi. Infine, l'autore dedica il testo a tutti coloro che hanno una mente aperta e che non si fermano alla prima narrazione che viene loro presentata. Una lettura per tutti gli Outsiders come Lui che amano la discussione aperta ma pacata, dove la partecipazione attiva e il dibattito civile è ben accetto, anche nei confronti dello stesso Scienziato, autore del libro.


E' un libro che ci piace davvero e che non fa altro che ricordarci una cosa: cioè che l'essenza della Scienza è proprio quella tra il dissenso ed dubbio, in una eterna ricerca della verità e del dibattito aperto, tra grafici ed esperimenti. Nulla è certo ma tutto può cambiare in qualsiasi momento in considerazione delle variabili contingenti di un determinato contesto spazio temporale.


Quale soluzione possibile

"Azioni locali per benefici [climatici] globali."
(José Manuel Barroso)

Dagli annunci e manifestazioni globali che la giovanissima paladina dell'ambiente Greta Thunberg ha intrapreso negli ultimi anni con il motto "There is Not a Plan(et) B", e divenuto mantra per tutti gli ambientalisti ed attivisti nel mondo, arriviamo oggi all'ufficializzazione di quella previsione così sentita, all'interno del palazzo di vetro a New York.

La paura e lo sconcerto per un futuro non lontano costituito dall'aumento delle temperature, del livello dei mari e dell'inquinamento atmosferico, etc. rende tutti forse un pochino più realisticamente vigili alle piccole azioni quotidiane. Sfido chiunque a non aver almeno una volta provato a fare in casa la differenziata o nel ricordarsi di spegnere la luce quando non serve, oppure di ridurre l'acqua mentre si fa doccia.

Ma forse siamo al punto che le piccole azioni non bastano più. E non è detto (e forse si tratta del dato più certo, visto il Report in questione) che tutti siano consapevoli e così scrupolosi nel cercare di limitare le proprie abitudini a favore dell'ambiente e quotidianamente, anche se si tratta di una così importante.


Nel riprendere le tre domande che abbiamo posto all'inizio dell'approfondimento, vediamo nel pratico cosa vuol dire azione volontaria, senza però l'opzione di perdere alcuna libertà e diritti fondamentali; e se ogni sacrificio collettivo-individuale risulterebbe tuttavia vano, visto l'inevitabilità del cambiamento in corso.

In primis, le azioni volontarie devono essere portate avanti da:

  • Governi: con un primo passo di piani a breve termine per la riduzione il biossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera in modo da programmare poi quelli a lungo termine.

  • Aziende: con aiuti sostanziali traducibili in incentivi che gli Stati riservano ad Aziende di grande, media e piccola entità con progetti ecosostenibili a favore sia dell'ambiente che delle popolazioni, soprattutto di quelle più sofferenti, portando loro il lavoro, opportunità e miglioramento di quei territori precedentemente calpestati dalle molteplici attività umane.

  • Individui: la sensibilizzazione al Climate change deve cambiare livello di attenzione, come centralità di un futuro migliore per tutti, con il supporto dei Media e dell'opinione pubblica, che stimoli le persone a sentirsi parte attiva del cambiamento globale.

A tal proposito, ci piace pensare a coloro che in un modo o nell'altro hanno ispirato (e continuano a farlo) milioni di persone con le loro storie di coraggio ed eroismo; per chi cerca nuovi stimoli, in un periodo difficile come il nostro, vi è un libro che racconta le sfide di molti personaggi famosi, dando la possibilità a tutti i lettori, adulti e non "di divenire un futuro EROE della terra", seguendo le orme di Jacques Cousteau, David Attenborough e di molti altri nel "Tu puoi salvare il mondo. 38 eroi della Terra a cui ispirarsi e 12 sfide per frenare il cambiamento climatico". Un ulteriore invito ed impulso positivo per l'individuo che "vuole cambiare il mondo", partendo sempre da se stesso.

Quindi, le soluzioni o possibilità di azioni continue e responsabili al problema, sono la prima arma da operare, sia a livello collettivo che personale; come non meno importante è diffondere l'argomento correttamente e discutere sulle sfide comuni del Clima.

(anche se non siamo TUTTI degli Scienziati)


Nel recente intervento pubblicato su TED da Kim Stanley Robinson, noto scrittore di Fantascienza e famoso per la "Trilogia di Marte (vol. I,II, III)", si cerca di offrire proprio questa tendenza risolutiva. Il breve racconto romanzato dell'ipotetico messaggio inviato dalle generazioni future "del 2071" e comunicato all'umanità sulle decisioni prese in merito al Climate Change nei cosiddetti "Terrificanti anni '20", (che sarebbero quelli attuali), riservano al mondo lontano una speranza di vita migliore, grazie soprattutto alla:

  • "Conciliazione e condivisione tra Governi nel suddetto stato eccezionale e del ruolo attivo e fondamentale delle popolazioni tribali e del rafforzamento del potere delle donne nei vertici decisionali." Si tratta quindi di un altra visione ma con sfondo "utopistico" che se pur celermente raccontata qui, riserva uno spazio riflessivo ulteriore da inserire nelle reali soluzioni che il mondo "dovrà" affrontare prima o poi, in prima linea, come per l'emergenza Covid19, senza più procrastinazioni e conflitti di interesse dalle multinazionali, che vedono invece oggi un fiorente business della "Green Economy", solo in parte connesso allo scopo Eco-sostenibile.

Riguardo la questione delicata sul Climate Change, desideriamo includere un ulteriore proiezione conclusiva all'ufficialità dell'ONU, alla versione alternativa della Scienza di Konnin e di quella Fanta-Utopistica di Robinson:

  • Non avendo la piena certezza Scientifica del reale confine di "zona rossa" in cui soggiorniamo oggi, possiamo solamente indirizzare i nostri sforzi individuali quotidianamente. Ma l'impegno e la responsabilità delle istituzioni ad indirizzare i cittadini ad un comportamento pro-attivo, con incentivi ed opportunità ecosostenibili è decisivo al miglioramento dei secondi e di conseguenza all'ambiente stesso. Inoltre, se l'informazione è capace di rinnovare il suo patto di fiducia con il popolo attraverso la continua trasparenza e ricerca della verità, essa favorisce altresì la volontà crescente e condivisa di un mondo migliore, che si allontana così dal rischio di nuovi dogmi e dalle pericolose misure delle limitazioni di libertà, in nome della salvezza del pianeta. In tale incertezza acquisita nel presente, ciò che importa davvero, si traduce con l'oggettiva intenzionalità di fruire amorevolmente un linguaggio ed azione rappresentative del "prendersi cura l'uno dell'altro" e senza restrizioni. Ma pensare così, vuol dire immaginare un mondo molto diverso da quello attuale; anche se sottolineiamo che "il prendersi cura" (che include animali, piante e tutta la bellezza sterminata della Terra disponibile) non sarebbe altro che il motore iniziale verso una visione ottimista e concreta, a vedere che oltre la "tempesta", esiste una dimora perfetta per il nostro futuro sostenibile realizzabile, che si chiama "Terra".


OUTSIDERPOST CONSIGLIA:


Unsettled: What Climate Science Tells Us, What It Doesn't, and Why It Matters, di Steven Konnin, (versione Inglese), 2021


Clima come evitare un disastro. Le soluzione di oggi. Le sfide di domani, di Bill Gates, 2021


Tu puoi salvare il mondo. 38 eroi della Terra a cui ispirarsi e 12 sfide per frenare il cambiamento climatico, di Raquel Travé, 2020

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